venerdì 25 ottobre 2013

Limoncello le origini

Limoncello

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Limoncello
Una bottiglia di limoncello fatto in casa
Una bottiglia di limoncello fatto in casa
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Campania
Zona di produzione Sorrento, Capri e Costiera Amalfitana
Dettagli
Categoria bevanda
Riconoscimento P.A.T.
 
Il limoncello è un liquore dolce ottenuto dalla macerazione in alcol etilico delle scorze del limone ed eventualmente di altri agrumi, miscelata in seguito con uno sciroppo di acqua e zucchero. Generalmente, si utilizza per l'infusione alcol etilico a gradazione di almeno 90%, in cui vengono macerate le scorze (solo la parte gialla) di dieci grossi limoni per ogni litro di alcol. Il periodo di macerazione varia a seconda delle ricette ma mediamente si aggira sui venti giorni, dopodiché viene aggiunto lo sciroppo, in cui le porzioni sono sommariamente di 600-700 grammi di zucchero per litro d'acqua. Il liquore viene quindi filtrato e imbottigliato. Mediamente dopo almeno un mese di maturazione (ma per certe ricette la durata è molto minore) in bottiglia, diviene il classico liquore giallo da gustare sia come aperitivo che come digestivo dopo i pasti.
La buccia di colore giallo citrino, ottenuta dai migliori limoni di forma ellittica, simmetrica e di dimensioni medio-grandi, è l'ingrediente principale del limoncello contenente oli essenziali che conferiscono al liquore un aroma molto deciso nonché un gusto molto forte.
Secondo la tradizione il limoncello nasce agli inizi del Novecento e la sua paternità viene contesa tra sorrentini, amalfitani e capresi: molto rinomato infatti è quello prodotto in Campania utilizzando il limone di Sorrento (il "femminello") o lo sfusato amalfitano IGP.
Il termine "limoncello" è consentito solo per i liquori prodotti con gli agrumi IGP della penisola sorrentina.
In seguito alla popolarita’ raggiunta dal Limoncello in Italia, anche gli Stati Uniti hanno iniziato a produrre limoncello usando i limoni della California che equivalgono al 90% della produzione nazionale. Ecco allora il sorgere di marche quali Rometti Limoncello dedite alla produzione artigianale senza aggiunta di additivi.

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Vino Denominazione di origine controllata e garantita

Denominazione di origine controllata e garantita

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La denominazione di origine controllata e garantita, nota con la sigla DOCG, è un marchio di origine italiano che indica al consumatore l'origine geografica di un vino.
Il nome della DOCG è indicato obbligatoriamente in etichetta e consiste o semplicemente nel nome geografico di una zona viticola (ad esempio Barolo, comune in provincia di Cuneo o Carmignano, comune in Provincia di Prato), o nella combinazione del nome storico di un prodotto e della relativa zona di produzione (ad esempio Vino Nobile di Montepulciano, il nome con cui è noto storicamente il vino prodotto a Montepulciano, in provincia di Siena).

Requisiti di un vino DOCG

La categoria dei vini DOCG comprende i vini prodotti in determinate zone geografiche nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione, approvato con Decreto Ministeriale. In effetti, però, la procedura per il riconoscimento delle denominazioni è profondamente cambiata dal 2010 in seguito all'attuazione della nuova normativa europea (Reg. Ce 479/2008, "Nuova OCM Vino", recepito in Italia con il Decreto Legislativo 61 del 8 aprile 2010 in vigore dal 11 maggio 2010). Tra le altre cose, la nuova legge ha portato in sede comunitaria la prerogativa di approvazione delle denominazioni. Da allora la classificazione DOCG, così come la DOC, è stata ricompresa nella categoria comunitaria DOP.
Le DOCG sono riservate ai vini già riconosciuti a denominazione di origine controllata (DOC) da almeno cinque anni che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati, per effetto dell'incidenza di tradizionali fattori naturali, umani e storici e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale e internazionale.
Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare; l'esame organolettico inoltre deve essere ripetuto, partita per partita, anche nella fase dell'imbottigliamento. Per i vini DOCG è infine prevista anche un'analisi sensoriale (assaggio) eseguita da un'apposita commissione; il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con il marchio DOCG.
Inoltre, la legislazione prevede che le DOCG abbiano facoltativamente (sulla scorta di quello che succede da secoli in Francia con la classificazione legale, di tipo gerarchico-qualitativa, dei cru) una ulteriore segmentazione in alto in sottozone (comuni o parti di esso) o micro zone (vigneti o poco più). In Italia, vi sono alcune DOCG che prevedono questa segmentazione che va considerata come classificazione a sé, ovvero la punta della piramdide qualitativa anche perché, legalmente parlando, sono sottodenominazioni a tutti gli effetti.

Elenco di vini DOCG

Si riporta di seguito l'elenco dei 74 vini DOCG italiani (aggiornati al 19 ottobre 2011) suddivisi per regione[1]:

Abruzzo

Basilicata

Campania

Emilia-Romagna

Friuli-Venezia Giulia

Lazio

Lombardia

  • Moscato di Scanzo o Scanzo (passito) prodotto nella provincia di Bergamo esclusivamente nel solo Comune di Scanzorosciate. Note: è la più piccola Docg d'Italia con 39 produttori e 31 ettari di superficie vitata
  • Lugana (bianco),Lugana Superiore, Lugana Riserva, Lugana vendemmia tardiva, Lugana spumante, vino bresciano ottenuto dal vitigno Turbiana. Le uve di provenienza sono ubicate in territorio bresciano per circa il 75% e in territorio veneto per circa il 25%.

Marche

Piemonte

Puglia

Sardegna

Sicilia

Toscana

Umbria

Veneto

Note

  1. ^ Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: elenco vini D.O.C.G.

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Insalata

Insalata

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Un piatto di insalata
Insalata mista
L'insalata è un piatto usato come contorno o antipasto. Si tratta di una pietanza composta da più cibi - ma principalmente di verdura - caratterizzati dal fatto di essere conditi tradizionalmente, almeno in Italia, con olio, sale e altri ingredienti opzionali come aceto o succo di limone e pepe.
Il termine deriva dal latino salata, da sal, "sale".

Tipologia

Nel linguaggio comune, per insalata si intende spesso la variante più semplice di questo piatto, ossia l'"insalata verde", preparata solamente con verdure crude in foglia come la lattuga o la cicoria. Il vocabolo viene comunemente (ed erroneamente) usato anche per indicare la materia prima del piatto, ossia le verdure stesse, e principalmente la lattuga.
Nel caso in cui alle verdure in foglia vengano aggiunti altri ortaggi crudi, quali pomodori, carote, finocchi o ravanelli, si parla di "insalata mista".
Si possono preparare anche insalate di pasta e insalate di riso, nonché di altri cereali, in cui la pasta o i cereali, dopo essere stati bolliti e raffreddati, vengono conditi con vari condimenti.

Varianti locali

Insalata di pomodorini, calamari e gamberetti
Insalata greca
Nella cucina siciliana vi è l'insalata tradizionale di finocchio e arance. Nella cucina piemontese vi è l'insalata con cipolla al forno, e l'insalata di soncino e uova sode. Nella cucina napoletana è famosa l'insalata di mare con polpi, seppie, calamari e gamberetti lessi conditi con olio d'oliva, succo di limone e prezzemolo tritato. Nel periodo natalizio, è d'uso l'insalata di rinforzo, con cavolfiore lesso, olive, acciughe salate e sottaceti, il tutto condito con sale, olio ed aceto.
Nella cucina greca vi è l'insalata greca, con pomodoro, cipolla, olive nere, formaggio feta ed origano, mentre nella cucina russa vi è l'insalata russa a base di ortaggi lessi e maionese. Negli Stati Uniti è famosa la Caesar salad fatta con lattuga romana, crostini di pane soffritti, formaggio parmigiano ed altri condimenti, spesso venduti già mescolati in un'apposita salsa di condimento.

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